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LA DIMORA DEI BENEVENTANO SI FA DEA!

D E A MISTERICA: L’ESEGESI ESTETICA DEL TERRITORIO PARTE DA QUI

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Tornare alle origini, riportare l’Arte a una forma archetipa, lontana da preconcetti, sperimentare e innovare veicolando la vocazione dei Luoghi. Questi i presupposti del presidio Italia Nostra, che apre i pesanti portoni della Dimora Beneventano di Lentini, esordendo con la multipersonale d’Arte Bimestrale:
DEA MISTERICA.

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La vita di Santa Epifana, 12 Maggio 253 d.C..

Storia di una nobile matrona leontina divenuta martire

Santa Epifana V.M.Storicamente il metodo usuale del narrare i fatti, qui buona parte ricostruiti dagli Atti dei Martiri, è quello di cominciare “dall’inizio”. Nulla possono gli uomini senza la “finzione di un inizio” e niente è più difficile dell’inizio in una storia se non, forse, la fine stessa. Questa è una storia, divenuta tragedia, che ha scandito l’evoluzione di una città meridionale, parte dell’Impero Romano.

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Happening: poesie visivo-sonore, la città come avventura

Era il Maggio 1976 quando il territorio del lentinese godeva di ottime tempeste culturali. Nessuno poteva aspettarsi il contrario, ovvio; eppure qualche avvisaglia c’era stata. Qualche tremore artistico in più, installazioni dalla luce strana, lampi improvvisi. Ma, a differenza di tante altre volte in cui erano stati predetti guai, stavolta questi segnali erano passati inosservati..1983_seawells Continua a leggere


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  1. nuri
    La nostra Grecia d’occidente esplode il decimo giorno di Maggio, onorando le origini calcidesi, prosperoso suolo cristiano, detentrice di eterne emozioni e di gesti arcaici;  i “Nuri” che sciolgono la propria promessa [voto] verso i Santi Martiri, fratelli della nostra terra, correndo scalzi sulle basaltiche vie, fanno della Cultura inclusiva un punto nevralgico per riflettere sulle nostre radici e sul nostro Credo. Nonostante tutto, un fiume d’Amore che lava la Città.


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A Manlio Sgalambro: la mente irriverente che graffiava e svelava le nostre autentiche origini

Manlio_SgalambroCi mancherà Manlio Sgalambro; ci mancherà leggerlo, ascoltarlo, percepirlo nuovamente nella sua profondità. Difficile parlarne, specie per un giovanissimo, il quale sa che parlarne è imbattersi in una maschera profonda, dolorosa, disincantata e vera; una maschera che si rivela per la prima volta con la presentazione de La morte del sole negli anni ’80, proprio nel suo paesello natìo: Lentini, antica colonia calcidese e patria del sofista Gorgia. Le sue parole hanno graffiato la nostra identità. Si pensa a Del pensare breve (1991) e La conoscenza del peggio (2007). In quest’ultimo libro si esplica l’intuizione chiave del suo intero corpus di opere difficilmente catalogabile anche solo nella tanto decantata leopardiana e generica etichetta di nichilismo:

All’uomo non conviene considerare, riguardo a sè stesso e riguardo alle altre cose, se non ciò che è l’ottimo e l’eccellente; e inevitabilmente dovrebbe conoscere anche il peggio, giacché la conoscenza del meglio e del peggio è la medesima.

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InvasioniDigitali al “Che Fare”

Questa non è solo la storia di un progetto ma anche la storia di un cambio generazionale, un episodio di potenziale promozione della Cultura; Le Invasioni Digitali (qui l’edizione 2013 al Castellaccio di Lentini) hanno dato il via ad un processo di mobilizzazione dell’opinione pubblica a tutti i livelli, perchè la cultura non ha confini nè limiti tra salvaguardia e gestione, ma soprattutto tra valorizzazione e fruizione. Perché questo patrimonio non può rimanere bloccato e blindato ancora per anni.
Votare per questo progetto è già darsi un’opportunità di rinnovamento, clicca l’immagine sottostante e vai al voto! 

InvasioniDigitali


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L’occhio aiuta a vivere, l’estetica e Lentini

pavimentazione

Questo centro storico non s’ha da fare. Lentini ha una “cultura del camminare” in via d’estizione(!); lo dimostrano le antiche vie, un tempo lastricate di basole in basalto o pavimentate con i sanpietrini o tozzetti e oggi limitate a strascichi d’asfalto(!). Quando poi si prende in considerazione il rapporto tra numero veicoli e abitanti residenti il risultato diviene travolgente, negativamente.

Ma vogliamo sincerarci, che fine ha fatto quel romanticismo che generosamente donava il nostro centro storico, per come era stato pensato dai nostri avi, punto nevralgico di mercanti, cittadini indaffarati e viaggiatori?

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